Il percorso sostenibile della plastica

In linea con il suo impegno nell'economia circolare e nello sviluppo sostenibile Acea svolge attività di selezione e recupero degli imballaggi in plastica tramite l’impianto di Beinasco, uno tra i più importanti centri di selezione italiani per il recupero delle plastiche provenienti dalla raccolta differenziata. Si tratta di un Centro di Selezione Secondaria (CSS) che si occupa della preparazione e dell’avvio al riciclo di imballaggi in plastica e plastica-metallo provenienti dalla raccolta differenziata urbana, in particolare quella effettuata in Valle d’Aosta e Piemonte.

Nel 2019 rispetto all’anno precedente in Italia la raccolta differenziata per l’avvio al riciclo è aumentata del 13%. I cittadini hanno raccolto 1.378.000 tonnellate di imballaggi in plastica circa, 22,8 kg/ab/anno (kg prodotti all’anno per abitante); 617mila sono state riciclate e le restanti reimpiegate per produrre energia alternativa ai combustibili fossili.

La selezione della plastica nella Centrale di Beinasco

All’interno dell’impianto la plastica viene sottoposta a un processo di selezione industriale quasi completamente automatizzato.

Dopo il primo lavoro di differenziazione fatto a livello domestico dai cittadini la selezione rappresenta il passaggio fondamentale che precede il riciclo. Questa tappa preliminare comprende due operazioni accurate: la pre-pulizia dai corpi estranei che comprometterebbero le successive lavorazioni industriali e la separazione delle materie plastiche in base alle differenti matrici polimeriche (nel caso dei contenitori per liquidi alimentari avviene in base alla colorazione).

Le plastiche non sono tutte uguali: possono essere realizzate in polimeri di diverso tipo con colori differenti. I Centri di Selezione come quello di Beinasco le dividono in gruppi omogenei e compatibili, per aumentare le possibilità di utilizzo e diffusione del materiale che verrà riciclato.
Le plastiche eterogenee entrano nell’impianto attraverso nastri trasportatori. Come prima cosa gli addetti selezionano a mano gli oggetti più voluminosi e allontanano i rifiuti estranei al flusso primario di lavoro sugli imballaggi.

Dentro la centrale: l’itinerario di selezione degli imballaggi in plastica

Preselezione

Gli oggetti ingombranti vengono selezionati a mano e allontanati

Apertura sacchi

I sacchetti vengono lacerati in modo automatico e inviati alla linea di valorizzazione apposita; il contenuto è disteso sui nastri

Vagliatura circolare

I corpi plastici vengono divisi per dimensione. Quelli più piccoli vengono passati “al setaccio” e avviati su una linea dedicata, il resto prosegue il percorso.

Vagliatura balistica

I corpi rotolanti vengono divisi dai corpi piatti grazie ai movimenti sussultori della macchina.

Separazione magnetica

Le parti in ferro e metallo sono separate e raccolte in container per la vendita e il riciclo.

Selezione automatizzata

Contenitori e bottiglie sono divisi in base a polimero e colore. Apposite macchine tecnologicamente all’avanguardia dividono questi imballaggi e attraverso soffi d’aria li indirizzano in silos di accumulo.

Controllo qualità manuale

I diversi tipi di plastica selezionati dalle macchine sono oggetto di un attento e indispensabile controllo di qualità da parte degli operatori.

Pressatura

Gli imballaggi, ora omogenei per colorazione e tipologia, vengono pressati in balle da circa 1 m3 pronti per l’invio alle aziende di trasformazione.

indietro
avanti

I processi delle fasi centrali sono eseguiti in completa automazione da macchine all’avanguardia. Come i cosiddetti “detettori ottici” che eseguono il passaggio più importante della selezione: dividono le plastiche per polimero e colore sfruttando la spettrometria a raggi infrarossi, che colpiscono i rifiuti in transito sui nastri individuando così le differenze nei materiali dalle lunghezze delle onde riflesse.

Alla fine della selezione industriale le plastiche riciclabili si preparano all’uscita dall’impianto: vengono controllate manualmente da operatori, poi stoccate in balle pronte per essere spedite agli impianti di lavaggio e riciclo.  

Dal Centro di Selezione i diversi tipi di plastica escono divisi in gruppi omogenei

PET
Le bottiglie di plastica azzurrata, multicolore, trasparente/bianca e opache
HDPE
Il polietilene ad alta densità dei flaconi per detergenti
Film in polietilene
Sacchetti, confezioni di bottiglie, imballi filmosi divisi per dimensione
IPP
Contenitori rigidi di polipropilene
VPET
Vaschette alimentari per conservazione degli alimenti
Cassette
Per la raccolta di frutta e verdura
Plasmix
Insieme di plastiche eterogene rigide e flessibili

L’acquisizione della società Demap, proprietaria dell’impianto di Beinasco, ha rappresentato solo il primo passo del Gruppo Acea nel settore della valorizzazione dei rifiuti in plastica, dove intende posizionarsi come operatore di rilievo. L’impianto ha una potenzialità di trattamento fino a 75mila tonnellate di materiale all’anno.

Acea ha acquisito inoltre le società Ferrocart, Cavallari e Multigreen, titolari di quattro impianti che operano nelle province di Terni e Ancona svolgendo attività di selezione e recupero di carta, ferro, legname, plastica e metalli con una capacità autorizzata totale di oltre 145 mila tonnellate annue. Sono anche attive nella gestione della raccolta differenziata di scarti di produzione e imballaggi oltre che nello smaltimento di rifiuti, principalmente per conto di Corepla (“Consorzio Nazionale per la Raccolta, Riciclo e Recupero degli Imballaggi in Plastica”).

Demap rappresenta un ingranaggio fondamentale di un modello virtuoso di economia circolare. Attraverso l’attività svolta in tutti questi anni ha consentito di avviare a recupero centinaia di migliaia di tonnellate di plastica offrendo un servizio di eccellenza al territorio e ai sistemi consortili di riferimento, collocandosi tra le prime 10 aziende italiane di selezione per capacità di trattamento e tecnologia istallata.
I cambiamenti normativi già avviati a livello europeo, spingono il settore verso nuove ambiziose sfide, che vedranno sicuramente nei prossimi anni Demap ancora protagonista, accompagnata in questo nuovo percorso di crescita dall’esperienza e solidità del Gruppo Acea.

Michele Rizzello, Direttore Generale Demap

Per crescere nel settore del trattamento plastiche, Acea punta al consolidamento delle società acquisite e allo sviluppo di nuove iniziative di M&A che permetteranno di incrementare i volumi di rifiuti trattati, raggiungendo 2,9 milioni di tonnellate nel 2024.
L’impegno di Acea nell’economia circolare e in particolare nel settore del trattamento delle plastiche da riciclo contribuirà al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o SDG, Sustainable Development Goals) inseriti nell’Agenda 2030 dall’ONU. Tra tutti l’Obiettivo 12: Consumo e produzione responsabili, focalizzato sul riciclo dei rifiuti. A beneficio dell’ambiente e degli ecosistemi del futuro, la plastica differenziata seguirà rotte sempre più ecosostenibili, che portano a centri specializzati di selezione e trattamento del materiale da riciclo.