Acea e la formazione: un modello che fa scuola

Quello tra Acea e il mondo della scuola è un legame profondo. Negli anni si sono consolidate collaborazioni e progetti per i facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, con l’obiettivo più ampio di creare un legame costruttivo con le scuole del territorio in cui Acea opera.

Solo nell’ultimo anno sono stati coinvolti più di 500 ragazzi nelle attività di formazione.

Il modello Acea prevede progetti educativi con giornate di sensibilizzazione dedicate a insegnanti e alunni su temi della sostenibilità ambientale e del risparmio idrico, ma anche percorsi più articolati pensati per avvicinare gli studenti delle superiori a un percorso professionale. Grazie a queste iniziative è stato instaurato un contatto diretto con il territorio, cittadini e famiglie. Come per Martina e Paolo, sorella e fratello maggiore.

A scuola di ambiente e sostenibilità con Acea

È il 16 ottobre. Martina ha preparato quaderno, penne e pc per una lezione diversa dalle solite.
È il primo giorno dei tre appuntamenti di Acea Scuola dedicati all’acqua. Ogni giornata approfondisce un tema specifico: il Viaggio dell’acqua, Ambiente e qualità dell’acqua e Sostenibilità e risparmio idrico.
Lo scenario è lo stesso dell’anno precedente, l’Auditorium della Conciliazione, ma con una novità: l’evento si svolge interamente online in diretta streaming e l’ambientazione che fa da sfondo è ricostruita in 3D attraverso una piattaforma digitale dedicata.
I ragazzi scoprono grazie a immagini tridimensionali i luoghi in cui l’acqua nasce e i condotti che attraversa. “Sembrava davvero di immergersi nel viaggio che l’acqua fa dalle sorgenti per arrivare al rubinetto di casa.”
 

Un tour virtuale nel mondo dell’acqua che unisce la cultura della sostenibilità e del rispetto della risorsa idrica ad aspetti più pratici e tecnologici riguardanti la della sua gestione . Ancora una volta il tema è l’educazione al risparmio idrico per ribadire il costante impegno di Acea alla difesa dell’acqua e per coinvolgere e sensibilizzare i giovani in una sfida che sarà decisiva per il nostro futuro.

Michaela Castelli

Presidente di Acea

L’alternanza scuola-lavoro di Acea

Quest’anno è stato ideato il progetto La Scuola che Vorrei per continuare a supportare, durante l’emergenza Covid-19, il percorso professionale degli studenti delle superiori. Come Paolo, il fratello di Martina.

“Ci hanno chiesto di immaginare come sarà la scuola del futuro. O meglio, come vogliamo che funzioni, come saranno le lezioni e le ore di laboratorio, come faremo i compiti a casa e le interrogazioni. Quest’anno molte cose sono cambiate: nella proposta che abbiamo fatto ci siamo concentrati soprattutto sulle opportunità da cogliere”.

Paolo e la sua classe hanno partecipato a “La scuola che vorrei”: 100 ragazzi in totale provenienti da 7 istituti diversi. L’iniziativa, sviluppata inmodalità digital, dedicata agli studenti già coinvolti nei programmi di alternanza scuola-lavoro “IdeAzione”, realizzati in collaborazione con il Consorzio Elis, prevede attività didattiche con modalità innovative per valorizzare ed attrarre i giovani talenti. I ragazzi degli Istituti Tecnici e Professionali si sfidano in un concorso di progetti sotto la guida dei docenti e dei “Maestri di mestiere” Acea. Le migliori idee vengono poi selezionate per partecipare alla settimana del Summer Camp di Elis, con l’opportunità di realizzare i prototipi funzionanti dei loro progetti.

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La formazione continua, anche dentro Acea

Con l’ingresso in azienda le persone iniziano un percorso lavorativo da subito orientato allo sviluppo delle proprie potenzialità, umane e professionali. I momenti di formazione sono tanti e con modalità sempre diverse, in presenza e in e-learning. L’obiettivo è trasmettere conoscenze ai colleghi e acquisirne di nuove, partecipando alla creazione di valore condiviso.
Al centro dell’impegno di Acea nella formazione ci sono sempre le persone: chi già lavora in azienda e ne rappresenta il capitale umano interno, e le nuove generazioni. Queste costituiscono un grande valore potenziale per il futuro del Gruppo e per l’intera collettività. Il modello formativo inizia quindi dal coinvolgimento dei più giovani che, come Martina e Paolo, saranno i professionisti di domani.