Gli acquedotti di Roma, ieri e oggi

Acquedotti romani: storia e funzionamento

“Regina aquarum”, ovvero “regina delle acque”, era uno dei modi in cui veniva chiamata l’antica città di Roma, a dimostrazione del fatto che sin dalla sua fondazione la sua storia è strettamente legata all’acqua.  

A partire dal 312 a.C. e nell’arco di 5 secoli vennero realizzati ben 11 acquedotti nella città di Roma, assicurando a questa un’enorme disponibilità idrica.

Come funzionavano gli acquedotti romani?

La capacità tecnica dei Romani nella costruzione degli acquedotti fu ereditata, oltre che dai Fenici e dai Greci, soprattutto dagli Etruschi.

Le fonti di approvvigionamento idrico furono scelte per la continuità della portata, la purezza e la freschezza: erano in massima parte costituite da sorgenti sotterranee e solo eccezionalmente da acque di superficie.

I Romani avevano una conoscenza molto approfondita delle nozioni fondamentali di idraulica. Gli interventi non solo comprendevano lo scavo di gallerie e l’innalzamento di arcate per i futuri acquedotti di Roma ma anche la costruzione di serbatoi, vasche di ripartizione, tubazioni a bassa pressione e apparecchiature.

Acquedotto romano come funziona

Acquedotti romani oggi

Degli 11 acquedotti che nell’Antica Roma rifornivano la città, alcuni sopravvivono restaurati ancora oggi. L’Aqua Virgo è l’unico tra gli acquedotti romani antichi ancora in funzione.

L’acquedotto dell’Acqua Vergine: un patrimonio dell’antica Roma

L’acquedotto romano dell’Acqua Vergine è l’unico tra gli acquedotti dell’antica Roma ad essere oggi ancora in funzione, nonostante siano trascorsi più di venti secoli dalla sua costruzione (venne infatti inaugurato il 9 Giugno del 19 a.C.). Le sue acque, limpidissime, alimentano ancora oggi parchi, giardini, aiuole e fontane artistiche del centro di Roma.

Questo acquedotto romano deve la sua longevità al quasi totale sviluppo sotterraneo, con profondità che possono superare i 40 metri di altezza, come per esempio accade nel quartiere Parioli. All'interno dello speco, ovvero il canale di scorrimento, l’acqua cammina lentamente, avanzando a pelo libero e quindi non in pressione, spinta solamente dalla forza di gravità dovuta alla leggera pendenza del suo fondo.

Acquedotti di Roma: il Peschiera-Capore

L’acquedotto Peschiera-Capore è una delle più importanti opere ingegneristiche dell’epoca moderna.

L’esigenza della costruzione dell’acquedotto nasce all’inizio del 1900, quando la città di Roma fa esperienza di una grossa crescita demografica che rende necessaria la costruzione di un’infrastruttura in grado di approvvigionare l’intera città.

I lavori per il nuovo acquedotto termineranno nel 1949, per poi continuare anche negli anni ’60 con ulteriori ampliamenti; l’acquedotto Peschiera-Capore come lo conosciamo oggi viene ultimato nel 1980.

I numeri dell’Acquedotto del Peschiera

14.000
l
DI ACQUA AL SECONDO (EROGAZIONE)
130
km
DI SISTEMA ACQUEDOTTISTICO
54
COMUNI SERVITI

Il persorso dell’Acquedotto del Peschiera

Il percorso dell'Acquedotto del Peschiera

Oggi l’80% dell’acqua sorgiva che approvvigiona la città di Roma proviene dall’acquedotto Peschiera-Capore; cui si affianca il nuovo acquedotto Marcio.

Acquedotti di Roma: l’acquedotto Marcio

L’acquedotto Marcio va annoverato tra le infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento idrico di Roma e provincia, attualmente in fase di potenziamento con la finalità di aumentarne sicurezza e sostenibilità massimizzando allo stesso tempo la tutela del territorio.

Per entrambe le strutture (Acquedotto Marcio e Peschiera-Capore) sono in studio le indicazioni prospettiche rispetto all’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

I CAM - adottati con decreto Ministeriale dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del mare – sono i requisiti minimi ambientali ed ecologici volti a una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti fornendo indicazioni per l’individuazione di soluzioni progettuali, prodotti o servizi migliori sotto il profilo ambientale.

Acea e la distribuzione dell’acqua a Roma

La distribuzione dell’acqua a Roma avviene attraverso una rete molto estesa di acquedotti e condotte: proprio in considerazione della sua complessità e strategicità la rete idrica romana è continuamente sottoposta a lavori di manutenzione ed efficientamento.

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