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Istituzioni ed esperti del settore a confronto su nuovi modelli di crescita, attenta sia all’ambiente che all’impatto sociale. Presentato uno studio di The European House - Ambrosetti sul contributo di Acea per la creazione di valore e lo sviluppo sostenibile del Paese. Nel 2020 generati 3,1 miliardi di valore aggiunto sul PIL.

Si è svolta oggi, presso la “Lanterna” di Roma, la terza edizione del Sustainability Day Acea, un’iniziativa che nasce dalla volontà del Gruppo di proporre un momento di confronto sui temi della sostenibilità. Al centro dell’edizione 2021, l’importanza di avere una transizione ecologica equa che possa contemplare, oltre agli aspetti ambientali, anche quelli economici e sociali e che metta al centro la persona, come attore della transizione e beneficiario dei suoi effetti. Sullo sfondo, gli scenari di un futuro prossimo in cui istituzioni e mercati, imprese e società civile sono chiamati a ripensare i modelli di produzione per coniugare crescita economica e sviluppo sostenibile nel perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e del Green Deal UE.

Ad aprire l’evento, articolato in tre tavole rotonde moderate dalla caporedattrice del Corriere della Sera Antonella Baccaro, è stata Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia, intervistata dalla Vicedirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini. Al primo panel, “Transizione giusta: ecologica, sociale, economica”, hanno partecipato Stefano Pareglio, Presidente della Fondazione Utilitatis, Mario Calderini, professore ordinario della School of Management del Politecnico di Milano, e Alberta Pelino, Presidente Young Ambassadors Society, Chair Y20 Italy. L’AD di Acea Giuseppe Gola e il Responsabile Investor Relations & Sustainability Acea Stefano Songini hanno presentato lo studio realizzato da The European House - Ambrosetti sul contributo di Acea in termini di capitale economico, ambientale, sociale e cognitivo per la creazione di valore e lo sviluppo sostenibile del Paese. A chiudere, la sessione dedicata alle “Dimensioni attuative della transizione” in cui sono intervenuti l’AD di Acea, Francesca Isgrò, Presidente Enav, Clara Poletti, componente Arera e Presidente Acer e Patrizia Celia, Head of Large Caps, Investment Vehicles & Market Intelligence di Borsa Italiana.

“Le sfide poste dalla transizione ecologica - ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Acea, Giuseppe Gola – richiedono una risposta comune per mettere in campo iniziative ispirate ai più moderni paradigmi dello sviluppo sostenibile, attente non solo all’ambiente ma anche all’impatto sociale. La politica industriale dell’azienda orientata ai criteri della green e circular economy, secondo il report di The European House -  Ambrosetti, ha avuto nel 2020 un impatto positivo diretto e indiretto sul Pil, per un totale stimato di 3,1 miliardi di Euro di valore aggiunto; ogni Euro di valore aggiunto generato da Acea ne attiva ulteriori 1,22 Euro nell’intero ciclo economico. Inoltre, con investimenti pari a 907 milioni, Acea si posiziona tra le prime 15 aziende del comparto industriale italiano, con un valore in forte crescita nell’ultimo quinquennio, pari a +14,4% medio annuo”.

Il report di Ambrosetti ha analizzato l’attività del Gruppo nel 2020. Tra le attività del Gruppo che hanno avuto un maggiore impatto sull’ambiente e sulla lotta al cambiamento climatico, troviamo le politiche energetiche che, grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili, hanno consentito di evitare nel 2020 l’emissione di 210.000 tonnellate di CO2, pari alla quantità assorbita in un anno da 10,5 milioni di alberi, tre volte quelli attualmente presenti in tutti i capoluoghi italiani. Il 68% dell’energia elettrica prodotta dal Gruppo, infatti, è generata da fonti rinnovabili. Nel settore idrico, la società, primo player nazionale per numero di abitanti serviti (9 milioni dislocati in 5 regioni), per investimenti (1,7 miliardi di Euro negli ultimi 5 anni) e per chilometri di rete di distribuzione (oltre 53 mila km, quattro volte la distanza andata e ritorno tra Roma e New York), è impegnata in una gestione sostenibile dell’acqua attraverso la tutela della risorsa idrica, l’efficientamento delle reti e il contenimento dei volumi delle perdite. Sul fronte del trattamento dei rifiuti, nel 2020, Acea ha lavorato circa 1,45 milioni di tonnellate di rifiuti, posizionandosi quale operatore di riferimento per l’Italia Centrale.

Per quanto riguarda l’ambito sociale, la forza lavoro di Acea, composta da oltre 7.500 persone, registra la terza performance per crescita occupazionale tra le aziende industriali italiane nell’ultimo quinquennio. Considerando anche gli impatti indiretti e indotti, il contributo occupazionale totale raggiunge i 27.000 posti di lavoro equivalenti: per ogni occupato diretto di Acea si attivano, infatti, 2,5 ulteriori posti di lavoro.

Grazie alle politiche di sostenibilità messe in campo, l’azienda si è posizionata al terzo posto del segmento MID CAP di Borsa Italiana nell’Indice di Eccellenza della Governance di The European House - Ambrosetti, che valuta cinque aree: tra queste è l’azienda numero uno nel sotto-segmento della governance della sostenibilità”.
Il percorso intrapreso dal Gruppo è un importante pilastro su cui costruire un Piano di transizione ecologica dell’Azienda che sarà alla base del prossimo piano industriale e che avrà come scopo il raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo previsti dalla Agenda 2030. Tra questi, la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra costituisce una delle priorità. In tal senso, il Gruppo sta avviando nuovi tavoli di lavoro denominati “working group innosostenibili”, in collaborazione con partner accademici e tecnologici, al fine di attuare questo Piano di transizione ecologica con interventi e iniziative legate ai grandi macro-temi della sostenibilità: dalla decarbonizzazione alla mobilità sostenibile, dalla tutela delle risorse idriche all’economia circolare.