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Nessuna intenzione di riprendere le captazioni

Il nuovo management del Gruppo, appena insediatosi lo scorso maggio, capì subito il grave stato in cui versava la rete idrica di Roma e, grazie a un’importante azione di recupero, è riuscito a ridurre in poco tempo le perdite sull’infrastruttura idrica a servizio della città di Roma da oltre il 45% a meno del 38%. Sono stati stanziati inoltre, come da Piano Industriale, circa 700 milioni di euro per procedere con i lavori di ottimizzazione della rete idrica

Roma, 30 marzo 2018 – In relazione alle dichiarazioni dell’Associazione Italia Nostra rilanciate dalle agenzie di stampa, Acea Ato 2 precisa di aver sospeso le captazioni dell’acqua dal Lago di Bracciano da ormai 8 mesi. Eventuali prelievi che si dovessero riscontrare non sono pertanto imputabili né riferibili ad Acea. Per quanto riguarda poi il ricorso presentato da Acea, citato da Italia Nostra, la società ribadisce che si tratta di un passaggio meramente tecnico che attiene alla titolarità delle concessioni. Non ha quindi nulla a che vedere con la volontà di ripresa delle captazioni. Queste, infatti, sono ormai considerate esclusivamente come una condizione di assoluta emergenza. Ad esempio, in caso di rottura temporanea di altri importanti acquedotti come il Peschiera-Capore o il Marcio.

Per quanto riguarda la situazione relativa alla dispersione idrica a cui si fa riferimento, Acea Ato 2 precisa che nel corso del secondo semestre del 2017 la Società ha realizzato molti e vasti interventi di ricerca e riparazione perdite sulle infrastrutture idriche di Roma Capitale e dell’Area metropolitana. Tali interventi hanno prodotto sulla rete idrico-potabile della città di Roma, a cui è destinato in via prioritaria il ruolo di riserva strategica e compenso proprio delle acque che provenivano dal lago di Bracciano, un risultato particolarmente importante in termini di riduzione delle perdite che sono scese da un valore pari a oltre il 45% (2016), a meno del 38%.

Calcolando, invece, la riduzione percentuale sui volumi immessi in rete (prescindendo quindi dal volume erogato all’utenza), nel corso degli ultimi 8 mesi la riduzione dello stesso si è assestata intorno al 12% (circa 2.000 litri al secondo in meno sul totale dell’immesso in rete medio su Roma nel 2016, pari a 17.000 litri al secondo).

Tutto ciò è stato possibile grazie alla ricognizione puntuale delle perdite effettuata su circa 12.700 manufatti, alla realizzazione di due passaggi di ispezione per la ricerca perdite occulte sui 5.400 km della rete cittadina di Roma (in corso il terzo passaggio appena avviato al 5%) e alla riparazione complessiva di oltre 7.500 punti di perdita.