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Acea Ato 5 informa

Il provvedimento prevede un tetto agli aumenti della tariffa e incentivi per la sostenibilità ambientale
Il sistema di calcolo sarà applicato a qualsiasi soggetto gestisca il SII

Lo scorso mese di dicembre, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha approvato il nuovo metodo tariffario relativo al servizio idrico integrato (Sii), che varrà per il quadriennio 2020-2023.
Si tratta - per semplificare - dell’insieme di regole che vanno applicate, a partire dal gennaio di quest’anno, per calcolare quanto si pagherà per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione.
Vale la pena ricordare che, con le bollette idriche, non si paga l’acqua quale materia prima, ma si paga il costo che va sostenuto per tutta l’attività necessaria a prelevare l’acqua dalle fonti, a potabilizzarla, a trasportarla fino al nostro rubinetto, a raccoglierla una volta utilizzata e a trattarla per la necessaria depurazione.
Il metodo tariffario - per semplificare - è lo strumento tramite cui si stabilisce quanto si è chiamati a versare per sostenere i costi del servizio idrico integrato in base a quanto si è consumato.
Il nuovo Metodo Tariffario Idrico (cosiddetto MTI-3), che è stato deliberato dopo un’ampia fase di consultazione, proposta dall’Arera tra i vari attori (gestori, enti d’ambito e rappresentanti dei consumatori) che in tutt’Italia si occupano di Sii, introduce alcune novità con l’obiettivo di superare le differenze che esistono tra nord-sud Italia. Inoltre punta a porre un tetto agli aumenti; a promuovere (e premiare) la sostenibilità ambientale attraverso l’economia circolare, l’efficienza energetica e il riuso delle acque; a efficientare la misura dei consumi; a rafforzare i controlli sulla realizzazione degli investimenti.
Sono tenuti ad applicare il nuovo sistema regolatorio delle tariffe tutti coloro che “a qualunque titolo” gestiscono il servizio idrico: quindi sia aziende incaricate, sia gli enti locali (come i Comuni ad esempio) che portano avanti gestioni cosiddette “in economia” (cioè gestioni dirette). Tutti, insomma, debbono calcolare le tariffe applicate agli utenti secondo le nuove regole.

Tra le novità, sono stati introdotti appositi strumenti e fasi di controllo che garantiscono come eventuali aumenti tariffari saranno possibili solo a seguito di investimenti effettivamente realizzati o a seguito di miglioramenti nella gestione purché certificati. E’ confermata anche la presenza di un tetto agli aumenti, che viene legato a due parametri: uno riferito ai costi operativi e l’altro ai ricavi per abitante servito.
Per promuovere la sostenibilità ambientale del servizio è prevista una serie di incentivi che puntano a contenere da parte del gestore il consumo energetico; a ridurre l'uso della plastica; a recuperare energia e materia (tra i primi temi attenzionati c’è quello del trattamento dei fanghi di depurazione); a promuovere il riuso dell'acqua depurata a fini agricoli e industriali.
Altri incentivi premiano l’ottimizzazione della misura dei consumi idrici (sostituzione dei contatori, puntuale lettura reale, ecc.) e la promozione a livello locale del Bonus idrico integrativo (che si aggiunge al Bonus sociale idrico previsto a livello nazionale) a tutela degli utenti vulnerabili.
Viene inoltre prevista l’introduzione del Piano per le Opere Strategiche che rappresenta lo strumento attraverso il quale l’ente che gestisce l’ambito (l’AAto 5 nel nostro territorio) individua gli interventi infrastrutturali complessi - che abbiano vita utile ultra-ventennale - e considerati prioritari per garantire la qualità del servizio.
Tale piano, che punta tra l’altro a migliorare la capacità di programmazione delle opere necessarie, è composto come un cronoprogramma e raccoglie le opere previste nel periodo 2020-2027, evidenziando gli eventuali contributi pubblici disponibili.