Smart working: più qualità nel lavoro e nella vita delle persone

Un giorno a settimana, Andrea lavora in modo flessibile, con maggiore autonomia nel decidere dove e come gestire la propria attività. Andrea fa parte delle circa 300 persone del Gruppo Acea che hanno scelto lo smart working.

A partire da luglio 2018, infatti, con l’attuazione dell’accordo sindacale, Acea ha esteso a tutte le sue persone la possibilità di lavorare in smart working e, visto il successo dell’iniziativa, a giugno ad aprile 2019 lancerà una seconda call per nuove adesioni.
Migliore work-life balance, maggiore motivazione e senso di responsabilità: chi lo sperimenta ne scopre subito i benefici. Con vantaggi anche per l’ambiente in termini di CO2 risparmiata da chi evita il tragitto casa-lavoro.

È un modo per bilanciare al meglio vita privata e professionale. In questo momento è uno strumento che mi permette di seguire entrambe nel modo più efficace

Come lavora uno smart worker

Andrea Marricchi, ingegnere di 32 anni, lavora nel settore HR. Entrato nel mondo Acea circa 2 anni fa, ha iniziato la sua esperienza di smart working lo scorso dicembre. Una volta a settimana lavora da casa, tenendosi in contatto con il referente e i colleghi tramite la piattaforma online dedicata alle smart unit.

Prima di lavorare in Acea avevo già sperimentato in una precedente azienda lo smart working e lo ritengo molto utile per coniugare lavoro e tempo libero. Chi pensa che lavorare da casa voglia dire lavorare di meno, sbaglia. Il giorno in cui sono in smart working è impegnativo, ma è anche il più efficace, perché riesco a rispondere a più esigenze contemporaneamente.

Andrea Marricchi

Risorse umane

Chi sono i primi 300 smart worker Acea

Infografica sullo smart working nel Gruppo Acea

Per Andrea, il lavoro “agile” favorisce soprattutto l’ottimo equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, a livello di tempo e organizzazione: la sua scelta, infatti, è stata dettata proprio dalla necessità di coniugare al meglio impegni professionali e personali, dopo la nascita del figlio Federico che ha oggi 9 mesi.

"Seguo le richieste dei colleghi o del responsabile, ma nello stesso tempo ho la possibilità di fare alcune cose che riguardano la sfera familiare. Avendo un bambino di pochi mesi, se c'è bisogno di cambiare il pannolino lo posso fare. È un'operazione che dura 5-10 minuti e si può gestire nelle pause dal lavoro. Questo è un grandissimo valore aggiunto che mi offre lo smart working.”

Per lavorare da casa non servono strumenti particolari: bastano quelli in dotazione dall’azienda come il pc portatile, lo smartphone e una connessione internet. 

Comunico con i miei colleghi come se fossimo nella stessa sede, ma in piani diversi. È tutto molto naturale e immediato.

In Acea lo smart working ha rinnovato i classici schemi lavorativi, puntando sulla maggiore autonomia dei dipendenti e richiedendo un impegno per obiettivi e scadenze. Un’evidenza emersa già nel progetto pilota E.L.E.N.A., sperimentato per 9 mesi (2016-2017) in collaborazione con il Centro Ricerca dell'Università Bocconi.

Oltre alla soddisfazione e al benessere, lo smart working produce effetti positivi anche sulle performance lavorative di tutta l’azienda. Se da un lato il manager sviluppa un nuovo modello di leadership da remoto, basata sui principi di delega e fiducia, dall’altro lo smart worker lavora sulla sua crescita personale e professionale.

Gli smart worker hanno valutato che svolgere autonomamente i propri compiti aumenta il senso di responsabilità e, contemporaneamente, coinvolge: sviluppa la fiducia reciproca e la collaborazione costante con i referenti in sede.

“Dalla mia esperienza, lavorerei ogni giorno in smart working” confida Andrea. “Da quando ho iniziato mi sento più produttivo, non solo nel giorno di smart working ma anche quando lavoro in sede. Questa modalità può aiutare a lavorare meglio per obiettivi. Del resto, credo che il mondo del lavoro stia andando proprio in questa direzione".

I vantaggi ambientali

Lavorare da casa presenta dei benefici per la vita dello smart worker ma anche per la città in cui vive perché, ad esempio, gli permette di evitare il percorso casa-lavoro.

Meno auto private in circolazione significa meno traffico, una riduzione delle emissioni di CO2 e, di conseguenza, benefici ecologici per la collettività e l’ambiente.

I vantaggi ambientali dello smart working di Gruppo Acea