La disciplina della “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato”, come da Decreto Legislativo n. 231/01, prevede che le società possano essere sanzionate, in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a specifiche fattispecie di reato o di illecito amministrativo commesse o tentate nell'interesse o a vantaggio della società da parte di persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della società stessa, nonché da coloro che esercitano la gestione e il controllo della stessa (c.d. soggetti apicali) e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei soggetti apicali (c.d. soggetti sottoposti all’altrui vigilanza).


Acea ha adottato nel maggio 2004 il primo Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (Modello Organizzativo 231), volto a prevenire la commissione di reati e illeciti amministrativi teoricamente realizzabili nell’ambito dell’attività della società. il Modello Organizzativo 231 di Acea è continuamente aggiornato e migliorato, alla luce dell’esperienza maturata, dell’evoluzione giurisprudenziale e dottrinale, dell’evoluzione normativa del Decreto e dei mutamenti organizzativi aziendali.

Il Codice Etico è parte integrante del Modello di Organizzazione e Gestione.

Obiettivi del Modello 231

Con l’adozione del Modello Organizzativo 231, e coerentemente con quanto espressamente richiesto dalla normativa vigente, Acea si pone i seguenti obiettivi di carattere generale:

  • prevenzione del rischio di commissione di reati e illeciti amministrativi teoricamente realizzabili nell’ambito dell’attività della società;
  • conoscenza delle attività che presentano un rischio di realizzazione di reati rilevanti per la società (attività rischio) e delle regole (modalità e procedure) che disciplinano le attività a rischio; informazione dei destinatari in merito alle modalità e procedure da seguire nello svolgimento delle attività a rischio; consapevolezza circa le conseguenze sanzionatorie che possono derivare per essi o per la società della violazione di norme di legge, di regole o di disposizioni interne;
  • diffusione, acquisizione personale e affermazione concreta di una cultura d’impresa improntata alla legalità, nella consapevolezza dell’espressa riprovazione da parte della società di ogni comportamento contrario alla legge, ai regolamenti, alle norme di autodisciplina, alle indicazioni delle autorità di vigilanza e controllo e alle disposizioni interne;
  • diffusione, acquisizione personale e affermazione concreta di una cultura del controllo, che deve presiedere al raggiungimento degli obiettivi;
  • esistenza di una chiara attribuzione dei poteri e di un adeguato sistema dei controlli.

Organismo di Vigilanza

 In coerenza con le previsioni del Decreto e del Modello Organizzativo 231, Acea si è dotata di un Organismo di Vigilanza (OdV), avente pieni e autonomi poteri di iniziativa, intervento e controllo in merito al funzionamento e all’efficacia del Modello.

In particolare, l’OdV:

  • vigila e verifica l’effettività, l’adeguatezza e l’osservanza del Modello
  • monitora le attività di attuazione e aggiornamento del Modello
  • cura le proposte di aggiornamento del Modello dirette al Consiglio di Amministrazione, laddove emergano esigenze di adeguamento in relazione alle mutate condizioni aziendali e normative
  • segnala agli organi competenti eventuali violazioni del MOG, accertate o in corso di investigazioni, che potrebbero comportare l’insorgere di una responsabilità in capo alla società.

I Destinatari del Modello Organizzativo 231 possono segnalare all’OdV eventuali inosservanze allo stesso,
tramite l’indirizzo di posta elettronica organismodivigilanza231@aceaspa.it
oppure per posta cartacea all’Organismo di Vigilanza di Acea SpA  - P.le Ostiense, 2 - 00154 Roma.

Acea promuove l’adozione e l’efficace attuazione, da parte delle società controllate, di propri Modelli 231, coerenti con i principi previsti dal Modello Organizzativo della capogruppo. Le società del Gruppo adottano sotto la propria responsabilità il proprio Modello organizzativo, dopo aver individuato le attività che presentano un rischio di commissione dei reati e le misure più idonee a prevenirne la realizzazione.