Acea Ato 5 informa

È molto importante consentire la lettura del contatore o fornire l’autolettura.
Il metodo rata-giorno è previsto dalla delibera CIP del 1988.

La fatturazione del servizio idrico integrato svolto da Acea Ato 5 avviene, sulla base dei consumi medi annui dell’utenza relativi alle ultime tre annualità, con cadenza semestrale, quadrimestrale, trimestrale o bimestrale, nel rispetto di quanto statuito dall’Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).

La fatturazione può avvenire in base al ‘consumo effettivo’, inteso come differenza tra due letture del contatore o - in assenza di letture o autoletture - può avvenire su stima, come proiezione elaborata in base al consumo pregresso.

Per calcolare gli importi dovuti, Acea Ato 5 utilizza i dati a disposizione secondo quest’ordine:
1) lettura dei consumi fatta da operatore;
2) se la lettura non è disponibile, autolettura fornita dall’utente (e validata dal gestore);
3) se nessuno dei due dati precedenti è disponibile: stima dei consumi in base ai consumi storici dell’utenza;
4) se non ci sono consumi storici, stima sulla base dei consumi medi del comparto d’uso a cui appartiene l’utenza.

Come si intuisce facilmente, il consumo idrico - sulla cui scorta è computato il corrispettivo dovuto per il servizio (vale la pena ricordare che non si paga l’acqua) - varia da periodo a periodo. Per questo, per il calcolo delle somme dovute viene applicato il metodo di fatturazione cosiddetto ‘pro die’, previsto dal provvedimento Cip (Comitato interministeriale prezzi) n.24/88 ed esteso nel 1996 anche al servizio idrico.

Il metodo ‘pro die’ consiste nel considerare qualunque consumo registrato in un arco di tempo, come se fosse stato prodotto, in maniera costante, giorno dopo giorno.

Per il calcolo, si considera la tariffa del periodo cui si riferiscono i consumi. Ovviamente le tariffe e le relative fasce di consumo, approvate dall’Autorità d’Ambito (puntualmente allegate in bolletta), si riferiscono all’intero anno. Si riportano quindi le fasce su base giornaliera, dividendo ciascuna fascia annuale per 365 (giorni convenzionali di un anno). Si calcola il numero di giorni trascorsi tra una lettura e l’altra e lo si moltiplica per le fasce a base giornaliera, ottenendo così l’ampiezza delle fasce relative al periodo di consumo che si sta fatturando; si calcola, poi, il consumo per differenza tra una lettura e l’altra e lo si attribuisce a ciascuna fascia fino alla sua eventuale saturazione, partendo dalla prima; infine il consumo per fascia si moltiplica per la corrispondente tariffa.

Nel 2016, l’Arera ha emanato il Testo integrato per la misura del sistema idrico integrato (Timsii) e ha stabilito, tra l’altro, che entro il 31 luglio di ogni anno, il gestore calcoli il Consumo medio annuo di ogni utenza come consumo effettivo (quindi tra due letture reali) distanti almeno 300 giorni l’una dall’altra e rapportato poi all’intero anno (365 giorni). Tale valore, dal 1° gennaio successivo, è preso a riferimento per le fatturazioni in stima (e quindi in acconto).
Il Consumo in stima, infatti, è dato dal consumo medio annuo diviso per 365 giorni e moltiplicato per il numero di giorni per il quale è necessario stimare i consumi.
Successivamente, con la prima fattura emessa dopo la lettura effettiva del contatore, verrà effettuato un conguaglio mediante addebito dei consumi del periodo, a partire dalla precedente lettura effettiva con contestuale detrazione degli importi precedentemente fatturati a titolo di acconto (ovvero in stima).